Dott. Nicola Rigamonti – Patent Box: un’opportunità per le imprese

foto Rigamonti

Con l’uscita della Circolare n° 11/E, giovedì 7 aprile u.s., a cura dell’Agenzia delle Entrate, finalmente potrà entrare nel vivo l’attività sul regime comunemente definito ‘Patent Box’. E’ infatti con questo termine, di derivazione anglosassone, che viene identificata la normativa di cui al D.M. del 30 luglio 2015 a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze.

Patent Box: un'opportunità per le imprese

Con l’uscita della Circolare n° 11/E, giovedì 7 aprile u.s., a cura dell’Agenzia delle Entrate, finalmente potrà entrare nel vivo l’attività sul regime comunemente definito ‘Patent Box’. E’ infatti con questo termine, di derivazione anglosassone, che viene identificata la normativa di cui al D.M. del 30 luglio 2015 a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un regime fiscale che permette alle aziende di avere una riduzione delle imposte (IRES ed IRAP) sugli utili derivati dall’utilizzo, dalla vendita o dalla cessione in licenza di:

  • Brevetti industriali (concessi o in concessione)
  • Marchi d’impresa (registrati o in corso di registrazione)
  • Software protetti da copyright
  • Disegni e modelli giuridicamente tutelabili
  • Informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali (know-how)

in sintesi: proprietà intellettuali.

Una prima peculiarità di questa normativa risiede proprio nel fatto che il beneficio fiscale oggetto della sua applicazione, viene calcolato a partire da un’analisi delle componenti positive del reddito d’azienda, ovvero dai ricavi. In questo senso la quantificazione del beneficio fiscale è direttamente collegabile con l’attività principale, ‘core’, dell’azienda e non funzione di astrusi calcoli, collegati all’applicazione di normative in materia fiscale, conosciute unicamente dagli esperti e in media difficilmente collegabili all’attività d’impresa.

In questo senso un legame più diretto tra l’attività d’impresa e la relativa tassazione, potrà certamente contribuire a ristabilire un rapporto più equilibrato, dal punto di vista della materia fiscale, tra l’Imprenditore/l’Azienda e l’Agenzia delle Entrate.

Un obiettivo dichiarato da parte del legislatore, attraverso il varo del Patent Box, è quello di favorire gli investimenti delle aziende: ‘Il Governo si è impegnato in una strategia per la crescita che pone al centro l’innovazione. Nel corso di questi due anni abbiamo attivato una serie di strumenti per sostenere le imprese nel percorso di crescita, che passa attraverso investimenti ed innovazione: in primis il Patent Box, strumento che, esteso a marchi e brevetti, ci pone all’avanguardia nel panorama europeo’ (Fabrizio Pagani, Capo della Segreteria Tecnica del MEF, IPSOA Quotidiano). Un ulteriore obiettivo, più indiretto, che comporta una visione almeno nel medio periodo, è quello della lotta alla contraffazione, ovvero dell’affermazione del cosiddetto Made in Italy. La registrazione o il deposito, presso le opportune sedi, di marchi, brevetti ed in generale di tutte le attività che ricadono nella categoria delle proprietà intellettuali, sopra dettagliate, costituisce il primo passo per impostare una strutturata lotta alla contraffazione, sia nell’ambito alimentare che in quello del fashion o del design e comunque in tutti i settori che caratterizzano il Made in Italy. Da questo punto di vista sono dunque perseguibili due obiettivi da parte delle aziende che utilizzano proprietà intellettuali nello svolgimento della ordinaria attività d’impresa: da un lato il Patent Box offre loro la possibilità di ottenere un beneficio fiscale, ovvero aumentare il cash flow dell’azienda, dall’altro, attraverso la valorizzazione e la manutenzione delle  proprietà intellettuali, l’adesione allo stesso contribuisce ad attuare la lotta alla contraffazione dei prodotti che caratterizzano il Made in Italy.

L’Agenzia delle Entrate, in un comunicato stampa del febbraio 2016, evidenzia l’avvenuta adesione al regime da parte di 4.500 imprese, distribuite in tutte le regioni d’Italia e caratterizzate da un’amplissima forchetta rispetto ai valori del fatturato: questi ultimi non appaiono essere discriminanti rispetto alla convenienza o meno di aderire.

L’insieme delle aziende potenzialmente interessate all’adesione è quindi ancora amplissimo e riguarda tutte le aziende che utilizzano, a qualsiasi titolo, proprietà intellettuali.

Per ulteriori informazioni o approfondimenti :

Dott. Nicola Rigamonti

e.mail : nicola.rigamonti@martinez-novebaci.it

Cell. : +39 348 7015942

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