Cesare Lombrassa parla da presidente: “Ispirato dal modello associativo”

Cesare Lombrassa, presidente AISOM

“Un richiamo limpido e convincente alla necessità che il paese intero ritrovi dei fari che possano guidarlo nel buio delle difficoltà. E’ ciò che ho trovato in questa associazione”.
strong>Cesare Lombrassa, appena eletto presidente di AISOM, si presenta al grande pubblico con una vision irremovibile. L’Associazione Nazionale delle imprese, sotto la sua presidenza, intende svilupparsi a partire dal senso di responsabilità delle imprese socie.

Lo stesso che il businness specialist, designato a guidare AISOM per il prossimo triennio, identifica quale leva per consolidare l’opera dell’associazione di categoria in Italia ed espanderla con successo oltre i confini: “Presiedere una associazione che non è mai stata ‘chiacchierata’, ma piuttosto si è costantemente distinta in Italia ed all’estero per il suo modo leale e moderno di rappresentare imprese sane e dinamiche, ha rappresentato un’opportunità da non perdere. E’ l’esempio dei soci – spiega Lombrassa – a farmi nutrire ottime aspettative in tal senso. Il presidente emerito, Stefano Vergani, che ho voluto con forza nel nuovo direttivo, ha offerto alle imprese altissimo prestigio in termini di di relazioni istituzionali e know-how nella corporate governance. Un valore aggiunto, per chi lo ha seguito nei primi dieci anni di questa esperienza. Che, insieme, potremo declinare in altre lingue e paesi, a beneficio del mercato in cui operiamo. Penso appunto quotidianamente – dice – che le imprese abbiano un urgente dovere di rappresentare uno spunto di civilizzazione, di guida verso una economia sana e conscia delle proprie responsabilità”.

Eletto all’unanimità dall’assemblea dei soci, lo scorso 2 luglio, il nuovo presidente ha tracciato un’agenda essenziale. Le rotte per il futuro di AISOM paiono tracciate e convergenti in direzione dei mercati esteri. Il dossier internazionalizzazione è infatti in cima ai pensieri di Lombrassa, che pensa ad esportare il modello associativo consolidato prima nei territori e poi diffuso su tutto il territorio nazionale: “Inizio il mio lavoro con gli occhi puntati all’estero. Il nuovo impulso di AISOM in tal senso deriva dal contributo del dott. Fulvio Mastrangelo, nostro delegato all’internazionalizzazione. In termini operativi sarà decisivo l’apporto del dott. Mauro Del Maschio, membro storico, esperto di ingegneria finanziaria e nostro uomo forte sui temi del credito e del commercio con l’estero.  Partirò pensando eventi di grande rilievo – racconta -, con ospiti stranieri che, grazie alla reputazione dell’AISOM, vedo essere particolarmente entusiasti per la possibilità di essere protagonisti di nostre iniziative. Sono rimasto impressionato dai rapporti che AISOM intrattiene con figure di grande prestigio e che, dunque, non possiamo non avvicinare alle nostre imprese italiane”.

Quanto ai servizi, Cesare Lombrassa ha chiesto al direttivo gli sforzi necessari per ampliare significativamente l’offerta di AISOM. Focalizzandosi, al tempo stesso, su alcune iniziative benefiche a cui rinnovare il sostegno: “Credo sia possibile raddoppiare il ventaglio di convenzioni e servizi a sostegno delle imprese. Molto è stato fatto, ma altrettanto si può ancora fare. Identico approccio vale anche per il progetto Back to the Future, guidato dall’avv. Giuseppe Giannone. All’estero – evidenzia, a proposito dell’idea nata e sviluppata dentro l’Associazione – è considerato come uno dei progetti più innovativi e ad alto valore sociale presenti in Italia, tanto da essere studiato in Germania. Dovremo dunque puntare su un rinnovato senso di solidarietà, nei fatti. Ho proposto alle imprese di rinnovare la collaborazione con Legambiente e Banco Alimentare – precisa –. C’è anche un accordo con AVIS ed altri in fase di concertazione su cui non intendo risparmiarmi”.

Terminata una prestigiosa carriera trascorsa tra tribunali italiani e centri studio di diritto dell’Unione Europea, il presidente Lombrassa opera da qualche anno come advisor legale per numerose società. Da qui il suo interesse crescente per i temi d’impresa, che incontra casualmente AISOM già sette anni fa. Un abboccamento dagli ottimi risultati, quello tra l’ex giudice e l’Associazione Nazionale delle Imprese, che si è trasferito dalle notizie alle persone, durante lo svolgimento di un incarico professionale: “La prima volta che ho sentito parlare di AISOM è stato nel 2012, nei giorni del sisma in Emilia Romagna. Hanno attratto la mia attenzione – racconta Lombrassa – alcuni servizi del TG2 e del TG3 che parlavano di questa associazione, che non conoscevo. Le interviste del servizio pubblico erano scaturite dal fatto che AISOM fosse stata la prima realtà, in anticipo su associazioni ed operatori di mercato, a proporsi per ospitare le imprese colpite dal terremoto, che avevano i capannoni distrutti o inagibili ed i loro processi operativi bloccati. Mi aveva colpito – ricorda – la tempestività ed il fatto che le imprese lombarde offrivano ospitalità su linee produttive, spazi logistici, negli alberghi soci che avrebbero ospitato i dipendenti di imprese in trasferta. Ho capito si trattasse di un’associazione davvero meritoria. In seguito, ho letto alcuni articoli negli anni a seguire, sulla stampa nazionale. Stefano Vergani non passa certo inosservato, rimarcando laddove possibile la compattezza dei componenti di AISOM. Quindi, nel 2017 ho iniziato a collaborare con una azienda svizzera – spiega – e quando sono venuto a sapere che era socia AISOM, come altre nel Canton Ticino, ho voluto conoscere personalmente i vertici dell’associazione. Ho messo alla prova la sua reputazione anche ad alti livelli delle istituzioni – rivela – riscontrando grande deferenza nella capitale e tra tanti amici che sapevano di questo modello associativo. Allora il confronto col presidente Vergani si è fatto costante ed aperto, fino all’idea di spendermi per rappresentare AISOM nei suoi vertici”.

Sono dunque la mission dell’Associazione, la sua applicazione a ispirare il programma del giudice emerito della Corte di Cassazione, che riproporrà una politica più attenta al radicamento del network che ai numeri di acquisizione: “Interpretando le volontà espresse dai soci, vorrò continuare nel solco tracciato con invidiabile tenacia da Vergani. Per ciò a cui ha dato forma, molti all’estero stimano Stefano ancor più di quanto sia stimato in Italia. Fa la differenza – riflette il presidente – accogliere imprese sane e pronte a sostenere con i propri sforzi il senso di responsabilità di cui AISOM discute pubblicamente. Meglio essere come i trecento spartani alle Termopili contro il mezzo milione di guerrieri spartani. Non è il numero – insiste – ma il valore del singolo che fa la differenza. Crediamo nel senso dei ruoli e nell’efficacia che una buona organizzazione può restituire alle imprese”.

Per mettersi in cammino, Lombrassa propone una maggiore attenzione alla qualità della presenza sui territori. E, soprattutto, lancia l’idea di una formazione rivolta a chi voglia rappresentare la classe imprenditoriale: “Potremo certamente migliorare la forma della nostra associazione. AISOM può evolversi dando maggiore responsabilità ai delegati locali. Disponibilità e buone intenzioni – ammette – possono infatti non bastare. Per questo, servirà anche una scuola di formazione per imprenditori votati alla rappresentatività. Non possiamo permetterci di delegare persone che non hanno chiaro l’obiettivo ed il ruolo, o che puntano ad un ruolo di prestigio anche con altre finalità. Questa associazione non se lo può permettere.

E per far sì che AISOM possa ritagliarsi ulteriore spazio mediatico e penetrare maggiormente nella vita delle imprese, Cesare Lombrassa ha già scelto la sua strategia, costituita di aggiornamento e pubbliche relazioni: “Sui dossier più verticali per le imprese, come innovazione, sostenibilità ed economia circolare metteremo a punto strategie che consentano a tutti noi di trarre vantaggi adeguati in termini di competitività. E’ poi opportuno – chiosa Lombrassa – intensificare la comunicazione verso quei giornalisti che raccontano con grande professionalità il paese, fuori dalle reti di relazioni che danneggiano l’immagine dell’Italia ed a cui, sono certo, potremo trasmettere buone notizie. Le nostre imprese ed il nostro mercato ne hanno davvero bisogno”.

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